Modificazioni ormonali nel corso della gravidanza

Esistono diverse teorie riguardo le cause di insorgenza della depressione in gravidanza e nel post-partum. La più accreditata sostiene l’importanza del ruolo degli ormoni gonadici. Durante tutto il periodo della gravidanza, la concentrazione di progesterone ed estrogeni aumenta rapidamente e si mantiene costante fino a qualche giorno prima del parto. Con l’espulsione della placenta si verifica un brusco calo degli steroidi placentari, le cui concentrazioni raggiungono il livello più basso nei 3-7 giorni successivi al parto, rimanendo allo stesso livello fino al ristabilimento della funzione follicolare ovarica. La concentrazione degli estrogeni e del progesterone è oltre 200 volte più bassa alla fine della prima settimana dopo il parto rispetto al livello della fase finale della gravidanza. Contemporaneamente, si verifica l’aumento del tasso di prolattina ematica (PRL), teso a supportare l’allattamento. Le concentrazioni sieriche di prolattina aumentano progressivamente nel corso della gravidanza raggiungendo, al termine di essa, livelli circa 10 volte più elevati rispetto a quelli rilevabili durante il ciclo mestruale. Sempre in questo periodo i sistemi peptidergici direttamente coinvolti nel meccanismo della riproduzione (GnRH, prolattina, ossitocina) e altri coinvolti in modo più marginale (ormoni tiroidei, oppioidi endogeni e CRF-ATCH) subiscono importanti fluttuazioni.


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